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Tecnica della sicurezza - Tesla Model S e Model X  

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(@scanred_x)
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16/02/2016 7:59 pm  

Tecnica della sicurezza - Tesla Model S e Model X

 
La sicurezza della propria vita e della vita degli altri deve essere un punto primario nella scelta e nella guida di un’auto.
Si può acquistare un’auto fantastica o bellissima o velocissima, ma se poi si perde la vita (propria, dei propri cari, degli altri) nel guidarla, è davvero tutto inutile e anzi folle…
Quindi affrontiamo oggi un discorso complesso e forse non piacevole per molti, c’è chi preferisce non parlare di queste cose o ritiene che (da buon superstizioso) basti qualche scongiuro più o meno comprovato nel suo effetto oppure (da buon fatalista) ritiene che se è destino è destino…
 
Da appassionato della tecnica, ritengo invece che sia un discorso da affrontare da un punto di vista prima di tutto scientifico e tecnico, perché ogni notazione e ogni conoscenza/consiglio che possa salvare la vita (propria, dei propri cari, degli altri) penso debba essere discussa e diffusa e studiata.
 
La tecnica della sicurezza va affrontata in due parti / due angolazioni:
-        A. Tecnica della sicurezza del mezzo che si guida, dell’auto in questo caso;
-        B: Tecnica della sicurezza dell’elemento umano, il guidatore
 
Preciso preliminarmente che:
-        per tecnica e per scienza comprendo tutte quelle informazioni che descrivono le caratteristiche e il comportamento di un oggetto/fenomeno/fatto (quindi dalla tecnologia costruttiva dell’auto alla psicologia comportamentale del guidatore in una data circostanza)
-        non credo nel destino, o meglio credo nel destino (nel senso di quello che accadrà) ma ho sempre ritenuto che dobbiamo essere noi a costruire e preparare il nostro personale destino, sia gestendo quello che dipende da noi con saggezza e impegno, ma anche studiare e sapere affrontare l’imprevisto o le circostanze in cui ci auguriamo di non essere mai - ma che è meglio conoscere e studiare prima;
-        alcuni di questi punti potranno essere noti o ovvi per alcuni/molti di noi, ma scrivo ora pensando a lettori di tutte le età ed esperienze, dal neopatentato al pilota navigato…
 
A. Tecnica della sicurezza del mezzo (l’auto che si sceglie di acquistare e si guida)
 
A.1. La parola ai numeri oggettivi
Molte volte nella scelta di un’auto prevalgono criteri assolutamente vari: la piacevolezza della linea estetica, il tam tam di consenso di amici e conoscenti su quella specifica Marca, la volontà di stupire il vicinato oppure la scelta di un’auto anonima per non farsi notare, un colore particolare, il rombo in partenza al semaforo oppure gli ottimi consumi medi, fino al (raro in Italia) computo del grado di inquinamento per chilometro… tutti criteri che possono avere una loro giustificazione, ma che scompaiono di fronte a questi dati:
http://dati.istat.it/Index.aspx?DataSetCode=DCIS_MORTIFERITISTR1
ossia: morti e feriti in incidenti stradali in Italia dal 2001 al 2014: circa 300.000 in media per ogni anno dopo il 2000!  TRECENTOMILA per anno in media !!!
oppure, in una ottica non solo italiana:
“Le ferite da incidenti di traffico uccidono quasi 350 persone al giorno, o più di 127.000 ogni anno nella regione europea monitorata dall'Organizzazione mondiale della sanità.È come se un evento catastrofico uccidesse la popolazione di una città di medie dimensioni ogni anno. Almeno 2,4 milioni di persone vengono ferite oppure rese disabili in incidenti stradali ogni anno”.
(fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Incidenti_stradali_in_Europa)
Basterebbe questo dato grezzo per ripensare a fondo sui criteri di scelta e di uso di un’auto. Forse il colore, o il parere del vicino, o la linea, possono passare in secondo piano… così come gli altri pur ottimi motivi di acquisto… Forse una maggiore (se non esclusiva) attenzione alla sicurezza tecnica di un’auto dovrebbe essere UNO (se non l’esclusivo) elemento primario di scelta di un’auto.
 
A.2. Sicurezza passiva dell’auto
Per sicurezza passiva intendiamo i mezzi tecnici adottati in fase di progetto per fare resistere con minori danni possibili ALLE PERSONE la struttura di un’auto in caso di incidenti. Si va dalla presenza (obbligatoria da anni) delle cinture di sicurezza (MA L’USO DIPENDE DA NOI, ne parleremo dopo), al grado di torsione dello chassis, alla resistenza dei materiali all’impatto, alle deformazioni programmate della scocca… senza farla troppo lunga, tutta questa parte può essere riassunta dal risultato finale delle prove di Crash Test omologate in US e in Europa (con leggere differenze): la Tesla Model S e la Model X hanno raggiunto il massimo del punteggio, 5 stelle in tutto... Già partiamo bene…
 
A.2. Sicurezza attiva dell’auto
Per sicurezza attiva intendiamo i mezzi tecnici (strumenti e hardware) e di gestione ed elaborazione dati (software), nonché azioni conseguenti di correzione e intervento attivo (autopilot nelle sue varie forme), nell’insieme adottati per garantire il minore rischio possibile di provocare o essere coinvolti in incidenti su strada (notiamo: minor rischio possibile, c’è ANCHE il fattore umano, ne parleremo poi nella seconda parte).
La Tesla Model S e Model X hanno:
-        Radar frontale (fino a 170 metri di copertura frontale, anche in caso di nebbia o poca visibilità) con chip autonomo di elaborazione dati;
-        Camera HD frontale con riconoscimento ostacoli, segnali, strisce, tipologia dei mezzi…  con chip autonomo di elaborazione dati;
-        12 Sensori perimetrali 360°, con riconoscimento di prossimità (e visualizzazione relativa 360 gradi) con esattezza fino a circa 15 cm dall’ostacolo (equivalenti al punto di STOP segnato sul monitor)
-        2 elaboratori di flusso dati Nvidia Tegra ad altissima potenza di elaborazione parallela di dati;
-        freni ad azione elettromeccanica avanzata e gestione integrata con recupero energia
-        sterzo completamente gestibile dall’elettronica e dall’Autopilot
-        trazione (integrale nelle D) ad azione indipendente per ruota e immediata (no torsen o differenziali attuati con ritardo seppur di millisecondi)
-        sistema di Autopilot con una serie complessa di azioni: frenata di emergenza, avviso collisione e relative azioni, avviso e tenuta auto in corsia, deviazione in corsia se ostacoli anche perimetrali, sorpasso con azione freccia (con accelerazione, cambio corsia e decelerazione pilotati), cruise attivo e adattivo con più livelli di distanza e sicurezza, parcheggio aut. parallelo e perpendicolare, summon…
-        gli aggiornamenti software: non ci si pensa, ma TUTTE le altre auto a parte la Tesla NON si aggiornano online a cadenze frequenti, e non sono connesse STABILMENTE IN OGNI ISTANTE con la Casa Madre… il flusso continuo di dati e gli aggiornamenti servono appunto a ottimizzare TUTTI i mezzi hardware e software in vista appunto della migliore integrazione per la guida sicura dell’auto… ad ogni aggiornamento non migliora solo un particolare estetico dello schermo e non si aggiunge solo un’app in più, ma si ottimizzano TUTTI i sistemi (in base proprio ai dati raccolti da ogni auto) per una guida migliore, più sicura, più reattiva, più completa dal punto di vista della sicurezza (ad esempio la semplice gestione del volante è mutata moltissimo, e in meglio, in questi ultimi aggiornamenti, così per il controllo perimetrale, ecc…)
Anche qui partiamo bene…
 
Allora, la parte 1 serve a focalizzare l’attenzione al momento dell’acquisto sul mezzo: a parità di costo fra più auto, scegliamo sempre QUELLA CHE CI PUO’ SALVARE LA VITA, sia come sicurezza passiva sia come sicurezza attiva. Le prove di crash test, le dotazioni di sicurezza, il software presente a bordo sono ELEMENTI ESSENZIALI per la scelta di un’auto, e da questo punto di vista la TESLA MODEL S e la TESLA MODE L X (e vedremo la futura Tesla Model 3) sono all’avanguardia assoluta, direi un pianeta a parte con il resto della produzione mondiale..
 
B. Tecnica della sicurezza dell’elemento umano, il guidatore (Il fattore umano…)
 
Anche la migliore macchina, anche il miglior sistema di difesa attivo e passivo nulla può contro il fattore umano non attento o non preparato o non conscio di quello che accade.
 
Preciso: la frenata automatica o di emergenza può salvare la vita certamente anche al pilota distratto, ma NON TUTTI i casi possono essere gestiti e risolti dalla tecnica del mezzo.. vediamo il dettaglio e studiamo le mosse più opportune su strada...
 
Prima alcuni punti generali sulla sicurezza nella guida:
-        la prudenza: gestire con calma e serenità le situazioni aiuta
-        la correttezza nella guida: rispettare la segnaletica, le precedenze, il traffico, i limiti, aiuta..
-        la distanza di sicurezza (anche quando Autopilot è magari disattivato): la maggior causa di incidenti è il mancato rispetto della distanza di sicurezza che deve sempre essere proporzionale alla velocità… MAI stare in scia di un veicolo a breve distanza, specie in autostrada…
-        la velocità, che deve sempre anche essere proporzionale alla visibilità (fino alla velocità prossima allo 0 con visibilità 0, ad esempio all’uscita da un garage o in manovra da un parcheggio stretto)
-        le condizioni di salute del guidatore: ovviamente NON bere, ma anche stare bene e in piena coscienza non alterata da nulla (neppure da “innocui” farmaci, magari innocui ma non sulle soglie di attenzione) quando ci si mette alla guida è un DOVERE per sé e per gli altri
 
Poi alcune notazioni di psicologia del comportamento su strada del guidatore medio (noi stessi il più delle volte):
-        non presupporre di essere i migliori su strada e ritenere tutti gli altri degli incompetenti che non sanno guidare. E’ il tipico sbaglio del “filotto”, uno degli incidenti più gravi: ad esempio, vediamo un mezzo davanti a noi che rallenta o va piano, e lo sorpassiamo senza pensarci con il pregiudizio: “ecco un altro che non sa guidare o un vecchietto al volante”, senza quindi notare che il mezzo davanti a noi andava piano o rallentava perché c’era un ragazzino che magari attraversava la strada fuori dalle strisce, o una carrozzina che stava completando l’attraversamento, o un’auto che stava per svoltare a sinistra, o un ostacolo non visibile a noi… con il risultato che con il nostro pregiudizio, il nostro NON pensare e il nostro bel sorpasso superbo e trionfale… facciamo filotto di noi e delle persone che attraversavano la strada… provocando danni irreparabili a noi e agli altri…
-        non tentennare su strada, ma essere sicuri: è peggio partire tentennando in una rotonda indecisi su a chi dare precedenza , o rallentare indecisi per parcheggiare e poi riaccelerare, o rallentare appena dopo un dare precedenza, rispetto a chi prende una decisione subito e poi la attua con sicurezza e decisione. Si creano tamponamenti di sicuro.
-        sguardo avanti (e nel retrovisore) e non altrove… in auto ci comportiamo come se fossimo a casa nostra, psicologicamente ci sta, ma come sicurezza NO: il buon pilota guarda SOLO avanti (e nel retrovisore interno ed esterno spesso e con la tecnica del BLICK, il rapidissimo colpo d’occhio dei piloti di formula 1 per riportare poi lo sguardo subito avanti) e non si distrae MAI con il cellulare, o guardando l’interlocutore e men che meno con la scollatura della passeggera, MAI! E neppure guarda i megaschermi da 17 pollici naturalmente… come ricorda il manuale:  Tutte le informazioni per la guida sono DAVANTI A VOI… ogni secondo di distrazione si percorrono (a seconda della velocità) alcuni metri / decine di metri / centinaia di metri… e in quello spazio NON VISTO E NON VISSUTO può accadere di tutto, ad esempio un’auto davanti che frena per evitare un gatto o un bimbo che attraversa all’improvviso… NON SIAMO A CASA NOSTRA, ma sulla strada con altri…
-        prevenire e prevedere le circostanze, non perché siamo indovini, ma perché guardiamo lontano, non solo verso il mezzo che ci precede, ma alla intera fila visibile di auto, a un segnale di stop magari della terza auto davanti a noi, a un camion ancora lontano che allarga troppo nell’altra corsia, a una curva stretta in montagna con un Bus che avanza… prevenire il pericolo è il miglior modo di evitarlo…
-        pre-affrontare le situazioni: non ovviamente causando incidenti e imparando dalle dinamiche verificatesi, ma con corsi di guida sicura (in cui magari si affronta un controsterzo o una frenata su bagnato e in curva), e ANCHE osservando attentamente ogni tanto qualcuno dei tanti video su Youtube di Car Crash, si impara moltissimo vedendo gli avvenimenti ricorrenti negli incidenti stradali e/o nella guida distratta di molti.. per pre-formarsi e pre-apprendere una attenzione e una abilità DA IMPARARE SEMPRE E OGNI GIORNO DI PIU’…
 
Ma il discorso sarebbe ancora lungo, lascio a voi la parola…
 
Buona guida, in sicurezza sempre per noi e per gli altri…
 
Scan


Quota
(@christian-zoe)
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17/02/2016 11:11 am  

Io consiglierei di andare ad un corso in pista per provare il proprio veicolo i limiti e le differenze di frenata in emmergenza ad diverse andature per renderci conto quante volte ci sopra valutiamo ed non ci rendiamo conto del pericolo che possiamo generare in caso di emmergenza.


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(@scanred_x)
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17/02/2016 11:27 am  

condivido in pieno... specie con mezzi appunto di 400 /500 / 700 cavalli, occorre sapere e provare prima i limiti e i tempi di reazione di ciascuno... L'elettronica aiuta fino al 90% (la taratura è sportiva naturalmente), ma una accelerazione a fondo sbagliata in curva con fondo viscido no... e giusto per ricordare, il sovrasterzo si corregge con un controsterzo (nelle NON D) e nelle D si rischia la partenza in tangente rispetto alla curva quando si superano i limiti della fisica e/o si stacca l'ESP... ovviamente parlo di situazioni limite da pista, non nella guida quotidiana o con velocità e accelerazioni sotto i 150 km/h,... ma è bene pensarci prima, Youtube è pieno di Ferrari e Lambo che dopo un bel semaforo con curva finiscono dritte per sovrasterzo contro un cancello di lato alla strada... la nostra elettronica è più attenta, ma i limiti fisici vanno sempre considerati, abbiamo auto estreme e sportivissime (E SICURE) ma da guidare SEMPRE con la massima attenzione...


RispostaQuota
(@divh)
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17/02/2016 3:28 pm  
Posted by: scanred_x

condivido in pieno... specie con mezzi appunto di 400 /500 / 700 cavalli, occorre sapere e provare prima i limiti e i tempi di reazione di ciascuno... L'elettronica aiuta fino al 90% (la taratura è sportiva naturalmente), ma una accelerazione a fondo sbagliata in curva con fondo viscido no... e giusto per ricordare, il sovrasterzo si corregge con un controsterzo (nelle NON D) e nelle D si rischia la partenza in tangente rispetto alla curva quando si superano i limiti della fisica e/o si stacca l'ESP... ovviamente parlo di situazioni limite da pista, non nella guida quotidiana o con velocità e accelerazioni sotto i 150 km/h,... ma è bene pensarci prima, Youtube è pieno di Ferrari e Lambo che dopo un bel semaforo con curva finiscono dritte per sovrasterzo contro un cancello di lato alla strada... la nostra elettronica è più attenta, ma i limiti fisici vanno sempre considerati, abbiamo auto estreme e sportivissime (E SICURE) ma da guidare SEMPRE con la massima attenzione...

... aggiungerei anche le ... last but not least ... 2 tonnellate e passa che quando le devi frenare ... eccome se si sentono.


RispostaQuota
(@scanred_x)
Famed Member Moderator
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Post: 4352
20/02/2016 2:19 pm  

concordo in pieno !

se posso solo aggiungere questo "nascosto" trick:

il pedale freno della Tesla Model S (e penso anche della Tesla Model X) proprio per come è fatto - e ne parlerò in un post a parte sul sistema di frenata nel suo complesso, promesso! - è molto sensibile alla pressione, nel senso che mentre in altre auto è indifferente la pressione pre e post frenata, qui invece è rilevante. Quindi, se per esempio premete poco o pochissimo, non subentra il sistema Hill permanente nelle soste anche in piano, ma se premete di più anche senza rialzare si attiva subito... e così anche nelle frenate di emergenza: premete a fondo e con il massimo della forza, il sistema comprende dalla velocità e pressione che è una frenata di emergenza, o una guida sportiva, e frena con ben maggior forza che un semplice rallentamento... provato... 🙂

Scan


RispostaQuota
(@divh)
Famed Member Admin
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Post: 4665
20/02/2016 6:53 pm  

Nella lista delle cose da provare! grazie Scan!!!!


RispostaQuota
(@pieroferrari)
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Post: 49
23/03/2016 2:44 pm  

Condivido quanto scritto da Scan, complimenti, non ne conosco il mestiere ma è affine al mio... risk manager.
E scrivo qui per non riportare tutto il testo..

Aggiungo che i punti "didattici" della sicurezza sono sempre tre: Ambiente, Macchina e Uomo.
Hai ben trattato gli ultimi due e implicitamente il primo (che è " primo" perchè indipendente da noi.. ma da cui dipendiamo sempre nel "doverlo leggere e considerare").

Un velo di pioggia, sabbia, neve o ghiaccio, cambiano radicalmente lo stile di guida, anche di piloti non esperti (che se ne devono render conto) o come la "visibilità zero" citata (es. entrata in galleria buia.. o dove ancora in molti NON accendono le luci  " non automatiche" ed è sempre molto igienico NON sorpassare) ..o le pendenze (frenata lunga in discesa, consumo energia in salita) ecc.

Ho notato che si affronta qualsiasi pendenza e se a bassa velocità da 20 (ridicola col traffico) a 40 o 60 km/h il consumo (picco del grafico giallo) varia considerevolmente e in modo esponenziale. Mai recuperabile, parimenti, in discesa se si va oltre i 50 km-h.

Mia figlia dopo 3 mesi di patente l'ho portata in pista.. (al mattino presto, da soli...le è servito). Anche a me.. (con gli altri si impara poco, vien da correre).


RispostaQuota
(@scanred_x)
Famed Member Moderator
Registrato: 5 annifa
Post: 4352
07/06/2017 2:24 pm  

"Riporto in vita" uno dei miei primi post qui, in quanto mi ha molto colpito una recente notizia di un nostro caro amico del sito TMC che ha subìto un grave incidente (distruggendo completamente la sua bella e nuova Tesla) per un semplice momento di distrazione.

Le sue parole sono chiare: non è colpa dell'auto e neppure dell'Autopilot, ma di se stesso, in quanto ha tolto lo sguardo dalla strada per un secondo circa, andandosi così a schiantare lateralmente contro un muro leggermente sporgente sul ciglio della strada e distruggendo il resto nel palo della luce che c'era poco dopo.

Al di là dell'episodio specifico (e appositamente non riporto il link, poiché è solo l'occasione per una più ampia riflessione su tutti noi e non sulle cause specifiche di quello specifico incidente, che comunque ritroverete facilmente sui primari siti che si occupano della Tesla), desidero qui riprendere il discorso sulla sicurezza e sulle tecniche della sicurezza nella guida responsabile, prima di tutto invitando (me per primo) a rileggere l'inizio del post, ma anche aggiungendo qualche ulteriore elemento di riflessione su cosa accade in un singolo secondo di distrazione.

Allora, un poco di tecnica:

calcoliamo un singolo secondo di distrazione (ad esempio sposto lo sguardo dalla strada ad un punto interno all'auto, che ne so, il cellulare o lo schermo o la persona che siede a lato) e calcoliamo un secondo per riprendere "coscienza" di cosa accade fuori quando riporto lo sguardo sulla strada, e un secondo come tempo di reazione medio per FARE una qualsiasi cosa (ad esempio sterzare o frenare): abbiamo quindi tre secondi. Tre semplici e brevissimi secondi.

(giusto per capirci, se mi metto a smanettare sul cellulare o sullo schermo senza guardare la strada, passano ben più di tre secondi, almeno 4 o 5, più i due che dicevamo sopra, quindi 6 o 7 secondi almeno).

Quanta strada percorro in quei tre secondi di distrazione, ALLA CIECA COMPLETAMENTE?

Vediamo, alle rispettive velocità:

A 50 km/h: 50/60/60*1000= 13,8 metri al secondo. Quindi in 3 secondi si percorrono 13,8*3= 41 metri

A 100 km/h: 100/60/60*1000= 27 metri al secondo. Quindi in 3 secondi si percorrono 27*3= 83 metri

A 130 km/h: 130/60/60*1000= 36 metri al secondo. Quindi in 3 secondi si percorrono 36*3= 108 metri

A 150 km/h (non in Italia e ove consentito naturalmente): 150/60/60*1000= 41,6 metri al secondo. Quindi in 3 secondi si percorrono 41,6*3= 125 metri

Prendiamo il dato minore, a 50 km/h.
Avevate mai riflettuto su quanti sono 41 metri PERCORSI ALLA CIECA? Provate (per iperbole e per assurdo, naturalmente) a percorrere BENDATI più di qualche metro alla guida di un'auto qualsiasi: vi togliereste DI CORSA la benda e frenereste in ogni caso dopo neppure due metri. Una reazione istintiva di sopravvivenza. Eppure quando ci distraiamo per pochi secondi non freniamo dopo due metri, ma riprendiamo coscienza di cosa accade e reagiamo DOPO 41 METRI. O dopo 108 metri se andavamo a 130 km/h in autostrada.

108 metri sono più della pista dei velocità classica di 100 metri dei centometristi. Un essere umano (molto speciale, tipo USAIN BOLT) impiega circa 9 secondi a percorrerla, un essere umano meno speciale impiega mediamente 15 o 20 secondi al massimo della corsa.

100 metri sono tanti.

in 100 metri puoi causare GRAVISSIMI incidenti con morti, feriti, distruzioni, danni.

Troppo allarmistico?

E se vi dicessi che in tutti questi calcoli NON ho appositamente calcolato i circa 36 metri di frenata che occorrono liberi su strada DOPO che ho preso la decisione di frenare a circa 100 km/h?

penso che ora abbiamo un quadro più completo...

Anche la distrazione di un singolo secondo dalla guida attenta, corretta, responsabile e attiva può causare GRAVISSIMI danni alla propria auto, a sé, agli altri.

una riflessione

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