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ricarica di casa con cavo tesla e prolunga  

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(@devix)
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Postato da: @figiusalvo

kw1 era prima kw 5

Impossibile, fidati. Oppure hai trovato un modo di creare energia LaughLaughLaugh

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(@devix)
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@figiusalvo

Picture1

Ricapitolando:
kW e' la potenza istantanea di carica (devi avere il clima spento)
kWh e' la quantita' di corrente che hai immesso nella batteria
A sono gli Ampere che puoi regolare. La macchina setta automaticamente il massimo amperaggio in base alla spina che usi.
V e' il voltaggio che deve rimanere tra 207 e 253 circa.

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(@figiusalvo)
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Capito !! 
Ho modificato il contatore da km (e quindi dava kmH) a % battteria, e indica i kWh fissato a 7 A regge; a 11 salta.

grazie a tutti!

caffe pagato.

filippo

 

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(@devix)
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Ecco cosa non tornava. Tu vedevi 5/6Km/h, non kW!!!
Il fatto che comunque a 11A salti non e' proprio positivo.
In base alle tue esigenze, magari ti conviene organizzarti meglio con un Wall Connector e un aumento di potenza a 6kW.

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 Noos
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(@noos)
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Postato da: @figiusalvo

Non ho la trifase industriale blu

Okkio ai colori.

Spina colore rosso indica trifase

Spina colore blu monofase

Le spine rosse poi si dividono in quadripolari o pentapolari ovvero 3Fasi + Terra o 3Fasi + Neutro + Terra

Le spine colore Blu sono sempre a tre poli ovvero 2 poli + Terra.

Qui potrai trovare una tabella con le corrispondenti potenze di carica alle tensioni di 230V e 400V.

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(@teslateo)
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In ogni caso ti suggerisco caldamente di considerare la shuco come una ricarica di emergenza e non come utilizzo abituare.

Il minimo sindacale per un utilizzo abituale è la sluna industriale blu  lato macchina,  e relativa presa industriale blu lato box, con cavi e protezioni adeguatamente dimensionate.

Usare la Schuko ti limita fortemente lato auto e ti espone a grossi rischi all'impianto lato box/ casa.

In genere le prese di casa non sono assolutamente dimensionate per sopportare il carico di una Tesla per molte ore.

Ne va della tua sicurezza non sottovalutare

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(@legua)
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@teslateo

ciao

non me ne volere ma non sono completamente d'accordo. È vero che cavi e impianto devono essere opportunamente dimensionati e protetti ma, fatto questo, anche il caricatore in dotazione può essere utilizzato senza problemi. Certo, il limite è la quantità di ricarica in un dato periodo ma se non si ha l'esigenza di ricaricare molti km tutti i giorni, può essere tranquillamente una soluzione.

Io personalmente, non facendo tanti chilometri tutti i giorni e potendo usufruire della ricarica sia in ufficio che in un vicino centro commerciale, ho predisposto in box, derivandolo dalla linea condominiale presente in tutti i box, un magnetotermico con differenziale e a valle il contatore. I cavi sono da 2,5 e quindi posso tranquillamente arrivare a caricare a 3kw per un tempo indefinito, senza pericolo di surriscaldamento dei cavi (un leggero calore è normale, altrimenti avremmo rendimento pari a 1 e avremmo risolto parecchi problemi...). Se poi non si ha fretta, come nel mio caso, puoi ridurre gli A e quindi stare assolutamente in sicurezza.

Considera che in un appartamento, i cavi che portano corrente a prese da 16A, sono da 2,5 e non ci sono limiti al tempo di utilizzo; l'importante è avere le protezioni a monte.

Tutto questo per dire a chi non è completamente avvezzo al discorso tecnico di potenza, ampere, ecc, che, con le premesse sopra citate, anche una soluzione a basso costo può essere valida.

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(@teslateo)
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@legua

In parte stai dicendo ciò che ho detto anche io.

Lato auto ho detto che sei solo fortemente limitato nella carica dell'utilizzo della presa Schuko.

 lato casa ho detto che vanno verificate le prese i cavi e le protezioni.

Non darei per scontato che 2,5 millimetri quadri siano sufficienti.

 va valutato caso per caso.

Prova ad attaccare 3 kilowatt continuamente per tempo indefinito ad una normale presa di casa e poi mi racconti.

Secondo me per un utilizzo costante e prolungato il minimo sindacale è la presa blu

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 Noos
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(@noos)
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@legua

Se credi posso anche farti portare 3 kW per un tempo indefinito su un cavo da 1,5 mm2 tutto dipende dalla lunghezza, dalla temperatura e anche dal tipo di cavo nonché l'isolamento dello stesso.

Quindi Okkio nell'affermare certe cose.

La distinzione deve essere fatta considerando carichi massimi continui e non continui e comunque anche per la casa deve essere specificato se il punto di erogazione è in grado di  sopportare carichi continui alla max potenza.

Protezione a monte? Certamente, tuttavia non è in grado di intervenire se stai arrostendo un cavo se questi non va a massa e se l'assorbimento non supera il valore di taratura. Provare per credere (cit.)

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(@legua)
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@noos

la lunghezza del cavo influisce sulla resistenza complessiva e di conseguenza sulla dissipazione totale, cioè su quanta energia spreco in calore, non sulla portata che rimane quella definita con apposite tabelle che considerano l'innalzamento termico in funzione della sezione e della corrente. A parità di corrente in ampere e di lunghezza del cavo, una sezione piccola aumenta la resistenza che quindi, per effetto joule, si trasformerà in una maggiore temperatura. Mantenendo invece costante la sezione, un aumento della lunghezza aumenterà si la resistenza complessiva che quindi si trasformerà in calore ma che verrà distribuito su una lunghezza maggiore, lasciando inalterato l'aumento nel singolo punto.

Per contro, ci sarà una caduta di tensione.

 

La norma CEI EN 60204-1 2006 prevede, per cavi di sezione 2,5 con conduttori in rame e isolante in PVC, in condizioni di regime continuativo e temperatura ambiente di +40°C, una portata massima compresa tra 17,4A e 22A, a seconda del metodo di installazione. Direi quindi che i 16A sono sotto soglia di sicurezza.

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 Noos
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@legua

Fa piacere vedere che ci sia riferimento alle normative e quindi una certa conoscenza della materia e aggiungo........finalmente.!

Quando si scrive su un forum tuttavia occorre essere prudenti  giacchè gli impianti sono costruiti secondo normative diverse a seconda del periodo di realizzazione.

Quindi è bene specificare che per quanto riguarda l'impianto riportato ad esempio si è rispondenti (cosa, che in un certo senso hai fatto) ma che occorre, in regime di prudenza e sicurezza, fare verificare il proprio impianto a maggior ragione se in materia si mastica poco e se non si ha la certezza assoluta  che questi sia rispondente a deteminati requisiti. 😉 

 

 

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