Model3 Avvistata in Germania … ma non è questa la notizia 10


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Ne danno notizia alcuni forum europei ed anche Elektrek, una Model 3 ha fatto la sua comparsa in Germania … e pare sia la seconda in europa visto che l’altra “dovrebbe” essere a Tillburg  ma non è questa la notiziona spettacolare che mi emoziona nonostante io abbia come molti fatto la fila per prenotarla.

Di questo parlano già abbondantemente tutti gli altri siti …

La notiziona invece è la comparsa di questo misterioso “gadget” che appare nella foto.

La M3 Europea dovrà avere un connettore tipo CCS-Combo questo secondo le ultime leggi europee, qualcuno tempo fa aveva fatto questo photoshop.

Le Tesla sul territorio americano e Giapponese hanno questo connettore invece

La M3 per il mercato “Resto del mondo” non è stata ancora prodotta e quindi il modello in giro per le strade del Bayerland è un modello Americano che però con questo connettore non ha accesso alla rete SuC Europea.

Naturalmente non sarà mai in vendita … ma questo volendo permetterebbe a vetture “importate” di poter aver accesso ai supercharger ?!?

Ricordo a tutti che le Tesla destinate al mercato americano e giapponese hanno una configurazione “Monofase” per quanto riguarda la ricarica in AC, il connettore americano ha solo 2 pin e quindi Fase+Neutro rispettivamente Poli +/-

Ecco perchè la mia opinione è che questo tipo di adattatore serva unicamente fare il lavoro che normalmente avviene a bordo delle nostre Tesline “Non americane” quando si ricarica in DC.

    

Ovvero quello di “concentrare” il polo positivo che arriva “splittato” sui pin N+L3 e rispettivamente il negativo che arriva sui pin L1+L2.

Potrebbe essere che in qualche modo funzioni anche in AC ma in questo caso userebbe solo una fase e visto che le nostre colonnine arrivano ad un max di 32A (22kW), usando una singola fase caricherebbe a max circa 12kW (6kW per le colonnine a 16A).


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10 commenti su “Model3 Avvistata in Germania … ma non è questa la notizia

  • Cronos

    Io la vedo così: volevano testare il tutto in europa per questioni di regolamentazioni o altro e non avevano chiaramente tempo di mettere il connettore corretto, quindi si son creati un adattatore solo per quell’auto che non metteranno in vendita.
    L’utilità del passaggio di un auto da un mercato all’altro è quantomeno limitata, quindi non penso che siano poi tutto quest’interessati a farlo, sembra anche tenuto insieme alla bell’emeglio quindi..

    • DiV@h L'autore dell'articolo

      Dovranno inserire il CCS Combo per forza visto che viene/verrà imposto da una normativa europea … l’ho letto da qualche parte … però non trovo piu l’articolo

  • stefanocs2

    http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A32014L0094 legge AFID trovate tutto nella sezione tecnica allegato 2inoltre mi permetto di incollarvi un commento del 2016 di un utente di un’altro forum sulla situazione standard di ricarica:”Per ciò che riguarda la ricarica in corrente alternata, la tipo 2 (Mennekes) è ormai la presa unificata in tutta Europa (i veicoli dotati di connettore tipo 1 come la Leaf caricano ugualmente tramite il cavo staccabile). Nella maggior parte dei paesi non si sono conosciute altre prese. In Francia la transizione alla tipo 2 dalla tipo 3C è ufficialmente iniziata nel 2015 da quando, in anticipo sulla direttiva europea, tutte le stazioni di ricarica pubbliche nuove o rinnovate devono essere dotate di tipo 2. In Italia resiste la longeva presa 3A (Scame Libera) ormai quindicenne. Il dualismo tipo 2 / tipo 3A è alimentato dalla presenza di entrambe le prese sulle colonnine dei principali operatori italiani (Enel, A2A, ClassOnlus…) che usano la presa Scame ove all’estero si usa una normalissima presa Schuko, cioè per i veicoli leggeri (il popolare Twizy solo in Italia monta la spina 3A). Di sicuro, il vero vantaggio della presa tipo 3A è il costo assai contenuto e la possibilità di collegarsi anche a una normale spina domestica tramite il semplice adattatore da pochi euro (cosa che non è possibile con la presa tipo 2). La presenza di due prese diverse, però, qualche problema lo dà: cosa fare se sono occupate le presa del proprio formato? Si deve viaggiare con due cavi? e quando scooter e moto elettriche saranno diffuse e attraverseranno il confine, cosa faranno? È probabile che alla fine sopravviverà solo la tipo 2, come in tutta Europa.La vera “guerra” su scala europea è solo quella relativa al connettore per ricarica veloce in corrente continua, guerra che è legata alle vendite dei veicoli corrispondenti non essendo possibili adattatori o cavi adattatori. Il veicoli dotati del CCS Combo2, il sistema obbligatorio europeo, crescono sempre di più, come pure le stazioni di ricarica che ne sono dotate. Ma il CHAdeMO, sostenuto soprattutto dalle vendite della Leaf sempre ai vertici della classifica europea (ma anche del Mitsubishi Outlander e dell’adattatore CHAdeMO per le Tesla), continua a godere di ottima salute. Vedremo tra un paio di anni, cosa deciderà di fare Nissan con l’attesissima Leaf 2 da 300 km: passare al connettore europeo Combo2 ormai diffuso o mantenere l’originario CHAdeMO? In ogni caso, per diversi anni ancora, continueranno a circolare in Europa vetture con il sistema CHAdeMO. I gestori e i costruttori delle stazioni veloci non hanno dubbi: usano stazioni di ricarica multistandard dotate di entrambi i connettori (e anche di quello in corrente alternata). Una soluzione semplice ed efficace.Resta il “problema” Supercharger, il sistema proprietario di Tesla. La rete di Supercharger è molto diffusa (anche se il numero di punti di ricarica è inferiore a quello del CHAdeMO), potente (130 kW) e soprattutto gratuita per i clienti Tesla contribuendo al successo delle vendite delle vetture Tesla. La futura Tesla Model 3 (la Tesla a costo contenuto destinata ad avere ampia diffusione) pure ne potrà usufruire (gratis o a pagamento?). Taluni ritengono il Supercharger il sistema “migliore”, tuttavia i Supercharger sono un pesantissimo fardello sulle spalle di un solo fabbricante. Altri costruttori, da soli o in joint venture, contribuiscono alla realizzazione delle infrastrutture di ricarica ma nessuno si sogna di dare da soli la ricarica gratis ai propri clienti per sempre. Pare che Tesla perda 400 milioni di euro a trimestre in buona parte per la realizzazione e il mantenimento della rete di Supercharger. Come andrà a finire? Elon Musk non ha mai nascosto di essere alla ricerca di alleati per l’impiego della sua costosa rete di ricarica veloce ma il suo sistema è fuori standard, fuori direttiva.Nel frattempo si è costituito il consorzio CharIN e.v., il consorzio per la promozione e la diffusione del Combo2 formato dalle principali case automobilistiche e dai maggiori operatori e costruttori di stazioni di ricarica in Europa. Questo consorzio ha in corso di sviluppo l’estensione a 150 kW del CCS Combo2, ed anche quelle successiva a ben 350 kW destinato alle automobili di prestigio, in primis le Porsche. Una potenza ben superiore al sistema di Tesla.http://www.charinev.orgTesla che fa? ha aderito al consorzio CharIN e.v.! Cosa significa tutto ciò? Le recenti dichiarazioni di Musk circa una “apertura” di Tesla al sistema europeo lasciano adito a ogni interpretazione!  Circolano le notizie più fantasiose. Una prima ipotesi è l’adozione del Combo2 sulle future Tesla (ovviamente mantenendo la compatibilità anche con il Supercharger). In questo modo usufruirebbe in futuro delle prestigiose stazioni da 350 kW e di tutte le altre infrastrutture veloci che piano piano crescono e che sarebbe un peccato non utilizzare. L’altra possibilità sarebbe la realizzazione di un adattatore per caricare le Tesla anche tramite le stazioni CCS Combo2. Ma forse potrebbe essere il contrario: un adattatore per utilizzare i Supercharger con altre automobili. Così facendo Musk potrebbe dare seguito al suo progetto di mettere  disposizione i Supercharger alle automobili delle altre case e magari… farsi comprare la rete! Insomma, uscire in qualche modo dalla trappola del sistema proprietario in cui Tesla si è cacciata da sola.”